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Nato a Gallipoli (Le) il 02 giugno 1969 vive e lavora a Lecce.
Trasferitosi a Cagliari nel 2000, ha frequentato per 4 anni il Centro Sperimentale Man Ray dove, attraverso scambi di comunicazione tra artisti operanti nei vari settori dell’Arte, ha potuto elaborare la ricerca del suo percorso artistico.
Nel Centro Sperimentale Man Ray verranno allestite alcune sue principali personali e collettive a partire dal 2001 con le mostre “Imperfetto Futuro”, “Compressioni” e “Fermata di tempo”. Ricordiamo ancora, fra le varie esposizioni tenutesi nella Provincia di Cagliari, quella presso il museo di Villanovaforru, dove una sua opera rimarrà in permanenza, e la collettiva presso il Museo San Michele.
Nel 2002 alcune delle sue opere entrano a fare parte della Collezione Diandra, consentendogli così di essere presente a Firenze - Villa La Loggia, Massa Carrara - Palazzo Ducale, Lucca - Chiesa Santa Giulia, Viareggio - Expo Arte, Castelfalfi - Castello di Castelfalfi, Taormina - Palazzo Duchi di S. Stefano, Lecce - Castello Carlo V, Volterra - Logge palazzo dei Priori.
Nel 2009 la Galleria D’Arte e Design Co61 di Grottaglie (Ta) inaugura il suo spazio alla presenza di alcune sue ultime opere del ciclo “ Tele Impregnate”.
Sarà proprio la Galleria Arte e Design Co61 che realizzerà una serie di sue personali presso: Galleria Co61 - Grottaglie (Ta), Via Umberto I - Lecce, Area Domus - Martina Franca (Ta),
Banca Gruppo Sella - Cagliari. Il 27 giugno del 2009 a Palazzo Ducale di Massa Carrara una sua opera viene battuta all’asta in occasione dell' evento “Dire per Fare”, in favore dell’ospedale Gaslini di Genova.
Nel 2010 entra a far parte del progetto che avrà a corredo tre importanti cataloghi pubblicati dall'Editoriale Giorgio Mondadori, a cura di Paolo Levi e Virgilio Patarini, con la collaborazione di un gruppo di curatori (Alessandro Baito, Valentina Carrera, Stefano Quatrini) progetto questo che lo porterà ad essere presente in un tour di esposizioni con presentazione del Catalogo “la materia è il colore” maggio 2010 Galleria Zamenhof Milano, giugno 2010 Castello degli Estensi di Ferrara, settembre 2010 Castello Malaspina Massa Carrara, ottobre 2010 Castello di Carlo V Lecce. Nel maggio del 2010 parteciperà alla rassegna d’Arte presso la Gallery of Art - Temple University di Roma nella sezione dal titolo” IL FUTURISMO DI MINO DELLE SITE AEROPITTORE FUTURISTA E IL FUTURO DI QUIDA ARTISTA SALENTINO” Sue opere sono presenti presso la Galleria Greco Arte - Fucecchio (Fi), Galleria D’Arte e Design Co61- Grottaglie (Ta). Galleria Zamenhof Milano, Nell’ Agosto 2010 partecipa alla rassegna d’Arte “Sentieri di Pace” presso il M.I.M.A.C (Museo Internazinale Mariano Arte Contemporanea) a cura del Critico dell’Arte Contemporanea Prof. Carlo Franza dove una sua opera entrerà a far parte della collezione del museo.
Nel 2010 vince il premio per le Arti e la Cultura, premio internazionale istituito da Indro Montanelli presidente di giuria Prof.Carlo Franza storico dell’Arte Contemporanea
Presente alla Biennale di Ferrara 2010 e all’Arte Fiera di ReggioEmilia 2010
Selezionato per la Biennale di Venezia 2011 padiglione Italia per la regione Puglia.
GALLERIA ZAMENHOF MILANO 10 settembre 2011 PREMIO IL SEGNO PREMIO EMILIO VEDOVA: segnalato per raffinatezza, rigore compositivo e sapienza tecnica GIURIA: Sergio Dangelo (presidente) Artista di fama internazionale, fondatore con Enrico Baj del Movimento Arte Nucleare Enzo Briscese Artista, direttore della Galleria Ariele di Torino Valentina Carrera Artista e curatrice, direttrice dell’Atelier Chagall di Milano Rosamaria Desiderio Curatrice, coordinatrice della Galleria Zamenhof di Milano Michele Govoni Giornalista della Nuova Ferrara e critico della Galleria Il Rivellino di Ferrara Carlo Motta Responsabile dei Cataloghi d’arte e del Catalogo d’Arte Moderna dell’ Editoriale Giorgio Mondadori Virgilio Patarini Artista, critico e curatore, direttore della Galleria Zamenhof, autore di cataloghi dell’Ed. Giorgio Mondadori.
Critiche di: Carlo Franza, Paolo Levi, Virgilio Patarini, Chiara Letizia Delle Site, Beppe Francesconi
MONOGRAFIE
Catalogo“la materia è il colore” editoriale Giorgio Mondadori
Enciclopedia d’arte italiana 2011
Catalogo Arte Moderna Mondadori 2012
Catalogo Skira 54ma Biennale di Venezia padiglione Italia Regione Puglia
Catalogo 54ma Biennale di Venezia padiglione Italia Regione Puglia a cura di Vittorio Sgarbi e Toti Carpentieri
Catalogo Biennale di Ferrara Mondadori
“Il Quadrato Arte Contemporanea”
“Arte Mondadori” - Aprile 98/Ottobre 07/Maggio 07/Marzo 10/Aprile 10/Maggio 10/ Luglio 210
“Quadri e sculture” - Roma - Gennaio 1998
“Arte e cultura” n°9 – Milano - Novembre 1998
“Archivio” - Mantova - Febbraio 1999
CRITICHE
La ricerca espressiva di raffaele quida si traduce in opere polimateriche eleganti ed essenziali dal punto di vista sia segnico che cromatico. La base del quadro è spesso costituita da ampie campiture bianche, di cui l’artista indaga molteplici declinazioni mescolandole con i colori della terra, marrone, grigio, ocra. Talvolta i pigmenti diventano riflessioni sfumate sulla tela dove i colori quasi dilavati creano velature, ombre e screpolature che percorrono la superficie in maniera lieve, sussurrata; altre volte invece si aggrumano in macchie sature, attraversate da segni profondi, dove il contrasto tra l’impasto cromatico e la nitidezza del segno genera un inedito gioco di luci e ombre. Sono meticolose le stesure spesso bicrome, che percorrono lo spazio pittorico sezionandolo in zone circoscritte e contrastanti, evocando l’immagine di un caos premeditato. Il pittore sperimenta e manipola materie non tradizionali, accosta colori ad olio, sabbia, pitture industriali, bitume, carta, tessuto, orchestrando un crescendo lirico e suggestivo. Quida sa fondere le diverse sostanze come in un processo alchemico, indagandone le stratificazioni tramite graffi, sgocciolature, e trasparenze che lasciano a volte trapelare filigrane di forme leggibili. L’importanza del gesto, ampio, istintivo e immediato costruisce e caratterizza la struttura compositiva, che riecheggia la lezione dell’action painting. La mano dell’artista traduce velocemente le emozioni, trasformando i pensieri in segno, rivelando malinconiche visioni di paesaggi interiori avvolti in un silenzio perturbante. Da questi magmatici assemblaggi materici si irradiano forze vitali e tensioni oscure, tratteggiando il profilo di una personalità complessa, capace non solo di esprimere vibrazioni passionali ma anche di sublimarle in atmosfere rarefatte.
Paolo Levi
Come pezzi di un vecchio muro intonacato, i quadri di Raffaele Quida si dispiegano davanti allo sguardo del fruitore. Sono muri di una città bruciata dal sole, sferzata dal vento, muri che a guardarli con attenzione, dietro un’apparenza anonima e insignificante, ci raccontano con dovizia di allusioni e particolari una infinità di storie sovrapposte, intrecciate, vissute, rimosse, ricordate e poi dimenticate, con i loro brandelli di manifesti strappati, gli scarabocchi lasciati dalla mano incerta e sfacciata di un monello, gli scorci di pietra affioranti di sotto la calce, e, soprattutto, i segni impressi sulla materia del tempo e delle intemperie, segni labili eppure indelebili, evidenti, che sono, al tempo stesso, memoria ed oblio, tracce e cancellature. L’artista salentino coniuga così, con originale sensibilità di sguardo e raffinatezza tecnica di esecuzione, una visione decisamente personale del mondo che appare, contemporaneamente e paradossalmente, anche oggettiva e impersonale. E poi c’è un che di antico nelle modernissime composizioni del giovane Quida, che sono creazioni raffinate ed essenziali, eppure ricche, stratificate e di sostanza: quadri in cui la materia canta con voce nuova e inconsueta vecchie canzoni dimenticate. Moderno nell’impostazione dell’opera, ma capace di utilizzare, attualizzandole, tecniche antiche come quella delle velature o come quella delle schiariture, dei colpi di luce, Raffaele Quida si rivela un artista a tutti gli effetti arcaico-contemporaneo, depositario di un sapere che è delle pietre, del sole, del vento, e degli uomini che hanno camminato su quelle pietre, sotto quel sole, sferzati da quelle raffiche di vento.
Virgilio Patarini
Trame e simboli campionano il lavoro del giovane artista italiano, che racconta il quotidiano con immagini dove passato e presente si interrogano attraverso segni e colori personalissimi, offrendoci un percorso di rara intensità emotiva
Carlo Franza
Segno e colore, materia e anima e talento si incontrano e si confondono in un profondo e oscuro mondo interiore, dove solo il vero artista riesce a trovare l’unica strada percorribile per salvare se stesso e gli altri : l’arte e la bellezza.
Beppe Francesconi
“Ancora una volta la Puglia si conferma generatrice di fervide menti ed innovative forme di percezione artistica.
Echi di tradizione, lontani ricordi, speranze… arcaiche emozioni qui reinterpretate e concretamente impresse da Raffaele Quida nelle sue tele”
Chiara Letizia Delle Site
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